Partecipa

Siti pilota

Scopri dove gli strumenti e le risorse di MARMOT vengono testati con le comunità locali, trasformando l’apprendimento in azione concreta per il monitoraggio ambientale, sociale e dei diritti umani.

Segui gli aggiornamenti in tempo reale

Prossima tappa
Avvio dei siti pilota

2027 / WP4

  • FRANCIA

    SITO PILOTA FRANCESE

    Inceneritore a Fos-sur-Mer 

    Il sito pilota si trova a Fos-sur-Mer, nel dipartimento delle Bouches-du-Rhône, nella Francia meridionale, una delle maggiori aree industriali e portuali del paese. Il territorio ospita importanti impianti industriali, tra cui stabilimenti petrolchimici, acciaierie, hub logistici e infrastrutture di trattamento dei rifiuti. Il progetto di inceneritore proposto ha generato un ampio dibattito pubblico per le preoccupazioni relative ai suoi potenziali impatti ambientali e sanitari in un’area già colpita dall’inquinamento industriale.

    Le questioni principali riguardano la qualità dell’aria, la salute pubblica, la giustizia ambientale, l’accesso alle informazioni, la partecipazione significativa degli stakeholder e la gestione degli impatti ambientali cumulativi. Le comunità locali e le ONG ambientali (ad esempio l’Institut Ecocitoyen) sono tra gli stakeholder direttamente coinvolti.

    • Fos-sur-Mer
    • CARO / OHADAC
  • UCRAINA

    SITO PILOTA UCRAINO

    Kremenčuk

    Il sito pilota ucraino è Kremenčuk, una città industriale di circa 200.000 abitanti nella regione di Poltava, Ucraina centrale, situata sul fiume Dnipro e collegata a infrastrutture energetiche, ingegneristiche, di trasporto e fluviali. Il contesto locale è particolarmente rilevante per MARMOT: Kremenčuk unisce pressioni ambientali industriali di lunga data a rischi legati alla guerra. La città ospita importanti impianti industriali, tra cui la raffineria di petrolio di Kremenčuk — una delle più grandi dell’Ucraina, operativa dal 1961 — che è stata ripetutamente colpita durante l’invasione su vasta scala, generando gravi preoccupazioni relative alla contaminazione di aria, suolo e acqua, ai danni alle infrastrutture, alla sicurezza e al benessere della comunità, documentate dal Conflict and Environment Observatory (CEOBS). Lo studio pilota si concentrerà sul monitoraggio comunitario degli impatti ambientali, sociali e sui diritti umani, aiutando i residenti dell’area di Kremenčuk a documentare le prove e a utilizzarle per il dialogo e la rimediazione.

    • Kremenčuk
    • Yaroslav Mudryi National
Law University
  • SVEZIA

    SITO PILOTA SVEDESE

    L’estrazione mineraria in Sápmi

    La domanda di minerali per la transizione energetica e per le tecnologie della difesa ha determinato un’espansione dell’attività mineraria in Svezia. Poiché l’estrazione mineraria nel Nord della Svezia avviene spesso su terre tradizionalmente appartenenti al popolo indigeno Sámi, ciò ha portato a un aumento dei conflitti legati alla terra e al suo utilizzo. Al centro di questi conflitti vi sono le significative perturbazioni ambientali e culturali causate dalle attività minerarie e da altri progetti infrastrutturali. Queste perturbazioni, tra cui l’espropriazione delle terre, gli ostacoli alla migrazione e il degrado dell’habitat, hanno gravi impatti sulle comunità Sámi e sull’allevamento delle renne. Poiché molti progetti si trovano su terre ancestrali Sámi, essi minacciano non solo l’ambiente, ma anche la cultura e lo stile di vita dei Sámi come gruppo indigeno. Nell’ambito dello studio pilota, Swedwatch collabora con la Sámi Herders Association per documentare gli impatti causati dall’attività mineraria. L’obiettivo è sviluppare una piattaforma che sostenga le comunità nella raccolta sistematica di evidenze, ai fini del coinvolgimento degli attori della catena del valore.

    • Sápmi
    • Swedwatch
  • PAESI BASSI

    SITO PILOTA OLANDESE

    Porto di Rotterdam

    Il porto di Rotterdam, il più grande porto europeo (circa 440 milioni di tonnellate di merci l’anno, quasi il 12% del tonnellaggio portuale totale dell’UE), è il fulcro della fortemente industrializzata regione di Rijnmond. Le sue dimensioni generano pressioni ambientali significative, esponendolo al contempo al rischio di superamento di diversi limiti planetari. Il porto contribuisce in modo rilevante alle emissioni di gas serra (CO₂, CH₄, N₂O) attraverso il trasporto marittimo, la movimentazione dei combustibili fossili, l’industria e la logistica. Gli elevati livelli di NOx, SO₂ e PM provenienti dalle navi e dalle operazioni a terra, degradano la qualità dell’aria a livello regionale, con effetti sulla salute pubblica delle vicine aree urbane. Gli impatti sull’acqua comprendono: dragaggio, scarichi degli scrubber, sversamenti di petrolio, deflussi chimici e acque di zavorra, che introducono inquinanti, nutrienti e nuove entità. Il porto contribuisce all’acidificazione degli oceani e alla perturbazione dei flussi biogeochimici (azoto/fosforo). Gli impatti sugli ecosistemi terrestri comprendono perdita/frammentazione dell’habitat dovuta all’espansione (ad esempio Maasvlakte), specie invasive, rumore e inquinamento luminoso. Vi sono inoltre pressioni sul cambiamento del sistema territoriale e sull’integrità della biosfera negli ecosistemi del delta circostante. Altri problemi riguardano lo stress idrico, il carico di aerosol e l’inquinamento chimico derivanti dalle attività industriali. Sebbene le normative abbiano migliorato alcuni indicatori nel corso dei decenni, il porto rimane un hotspot di pressioni cumulative, essendo al tempo stesso un fattore di instabilità e vulnerabile ad essa (innalzamento del livello del mare, eventi meteorologici estremi). L’area circostante è densamente popolata e affronta sfide legate alla vivibilità a causa dell’inquinamento e dei rischi climatici.

    (basato sul One Planet Port Vision Report 2026)

    • Porto di Rotterdam
    • Erasmus University Rotterdam
  • FRANCIA

    SITO PILOTA FRANCESE

    Giochi Olimpici e Paralimpici invernali 2030

    Il sito pilota si trova nelle Alpi francesi, dove i preparativi per i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali del 2030 dovrebbero accelerare lo sviluppo infrastrutturale, le attività turistiche e gli investimenti pubblici nelle comunità montane. La regione è caratterizzata da un ambiente naturale eccezionale, un’economia turistica solida e dalla presenza di diversi stakeholder, tra cui autorità locali, imprese, residenti, organizzazioni ambientali e operatori degli sport invernali.

    Le principali sfide riguardano la protezione ambientale, la resilienza climatica e i diritti delle comunità coinvolte. I grandi progetti possono generare preoccupazioni legate all’uso del suolo, alla tutela della biodiversità, alle risorse idriche, agli impatti sociali, alla governance (compresa la partecipazione pubblica, l’accesso alle informazioni e il coinvolgimento degli stakeholder) e alla distribuzione equa dei benefici e degli impatti.

    Le attività pilota coinvolgeranno le comunità locali e le organizzazioni della società civile (ad esempio Collectif Citoyen JOP 2030, Comité Fier Aravis), gli attori del settore sportivo, le imprese e potenzialmente organizzazioni nazionali e internazionali.

    • Alpi francesi
    • CARO / OHADAC
  • ITALIA

    SITO PILOTA ITALIANO

    Taranto

    Il sito pilota è Taranto, in Puglia, nell’Italia meridionale, con un focus sull’area circostante l’ex stabilimento siderurgico ILVA, oggi Acciaierie d’Italia. Lo stabilimento si trova in prossimità di diversi quartieri urbani, tra cui il Tamburi, e vicino al sistema costiero Mar Piccolo/Mar Grande, rendendo Taranto una città portuale industriale fortemente esposta. Da decenni l’area è interessata da inquinamento atmosferico, del suolo e del mare, legato alla produzione siderurgica, con criticità documentate relative a emissioni, deposizione di polveri, contaminazione, impatti sanitari e tutela dei diritti dei residenti. Il caso è stato esaminato anche dai tribunali europei in relazione alla tutela ambientale e sanitaria. Lo studio pilota punterà a coinvolgere residenti locali, scuole, comitati civici, organizzazioni ambientali, professionisti sanitari, autorità locali e gruppi comunitari interessati a strumenti di monitoraggio accessibili, all’alfabetizzazione sui dati ambientali e alla costruzione partecipata delle prove.

    • Taranto
    • Source International

Non perdere nessun aggiornamento

Iscriviti per ricevere le ultime notizie direttamente nella tua casella di posta

Partecipa

Sei un/una cittadino/a, una comunità locale o un’organizzazione che affronta sfide ambientali?
Contattaci!